Siria: Consiglio di Sicurezza Onu, dare piena attuazione alla tregua

(da New York) António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, durante l’incontro di ieri, del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Siria, ha invitato le parti coinvolte nel conflitto a consentire le consegne di cibo e medicinali da parte di un convoglio umanitario a Douma, la periferia orientale di Ghouta. La Ghouta orientale, situata nei pressi di Damasco, è stata sottoposta a pesanti bombardamenti, con oltre 400.000 civili che soffrono per carenza di cibo, carburante, medicinali e acqua potabile.
Nella zona, solo lunedì sono state uccise oltre 100 persone, mentre sono oltre 27mila quelle in attesa di assistenza umanitaria. “Quasi metà delle derrate alimentari trasportate sul convoglio non saranno consegnate, così come buona parte delle forniture mediche e sanitarie, perché bloccate dalle autorità siriane”, così si è espresso il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, sottolineando che l’ultimo convoglio umanitario, ha raggiunto Ghouta solo il 14 febbraio scorso. L’otto marzo era previsto che 46 camion autorizzati sarebbero riusciti a far giungere a destinazioni gli aiuti per la popolazione e invece appena 14 sono riusciti a scaricare le merci. Tarik Jašareviæ, portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) delle Nazioni Unite, ha precisato che durante l’ispezione obbligatoria, condotta dalle autorità nazionali siriane, precedentemente informate del contenuto del convoglio, sono stati respinti farmaci necessari alla dialisi e per le sedute di insulina, oltre che trattamenti salvavita per traumi e ferite. Proprio per la criticità delle condizioni dell’enclave della Duma, “ciascuno di questi farmaci e delle attrezzature verrà riproposto nel prossimo convoglio umanitario” ha precisato Jašareviæ. Il Segretario Generale ha elogiato, infatti, il coraggio di tutti gli operatori umanitari che lavorano instancabilmente per garantire aiuto a tutti i bisognosi siriani, ma ha chiesto con determinazione a tutte le parti in conflitto, un accesso sicuro e senza impedimenti ai convogli umanitari, ricordando anche gli obblighi del diritto internazionale e le leggi sui diritti umani che impongono di proteggere i civili e le infrastrutture civili. Guterres ha esortato tutte le parti in causa a dare piena attuazione alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, varata lo scorso 24 febbraio, che imponeva una tregua di almeno 30 giorni. Proprio il fallimento della tregua aveva spinto Francia e Gran Bretagna a chiedere un nuovo incontro dei 15 per martedì.

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