Otto marzo: mons. Turazzi (San Marino-Montefeltro), “cambiamento di mentalità indispensabile”

“Giornali, social e media alzano la voce della protesta, della denuncia e dell’accusa. E Dio ci scampi dall’ipocrisia. Nella Giornata della donna si terrà in Italia una giornata di sciopero. Noi ci siamo, con la riflessione e la preghiera”. Lo scrive mons. Andrea Turazzi, vescovo di San Marino-Montefeltro, nel suo messaggio sul tema “Quale gioia?” in occasione della festa della donna, che ricorre oggi, giovedì 8 marzo. Un’iniziativa si è svolta ieri sera in diocesi in preparazione alla Giornata: una veglia nel monastero agostiniano “della Rupe” di Pennabilli. “L’interrogativo ‘Quale gioia?’ dice la nostra volontà di far pensare; pensare nel nostro cuore, pensare insieme. Si tratta di una presa di coscienza e di un cambiamento di mentalità indispensabile – scrive il presule –. Noi lo facciamo insieme a tutti, uomini e donne che hanno a cuore la dignità della persona umana, di ogni persona”. Il vescovo fa notare come “in questi anni è andata crescendo la piaga orribile del femminicidio”. “È di questi mesi la denuncia di ogni forma di abuso, ultima emergenza dopo quella di ataviche discriminazioni”. Poi, il presule scandisce altri motivi di gioia legati alla presenza della donna. “Gioia per la sua altissima vocazione; gioia per la sua straordinaria capacità di amare e di essere sorgente inesauribile nel dono di sé; gioia per il suo essere nel grembo ricamatrice di bambini, collaboratrice del Creatore”. Una gioia propria dell’uomo “che alza un grido di stupore dinanzi a colei che gli è stata regalata nel sonno, unica capace di colmare la sua solitudine”.

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