Otto marzo: Mattarella, “donne artefici della Repubblica e del suo divenire”

“Buon otto marzo a tutte le donne italiane! Possiamo dirlo con forza nel settantesimo della Costituzione: le donne sono state artefici della Repubblica. E sono oggi artefici del suo divenire”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna svoltasi oggi al Quirinale, sul tema “Donne e Costituzione”. “La nostra comunità nazionale, il nostro modello sociale, le nostre stesse istituzioni non sarebbero quello che sono – ha detto Mattarella – senza il contributo creativo, fondativo, delle donne italiane. Il loro voto, a partire dal ’46, ha dato compiutezza e sostanza a quella democrazia che aveva rappresentato la speranza, e il traguardo da raggiungere, nei tempi dolorosi della dittatura, delle sofferenze, della guerra”. Per il Capo dello Stato, “soltanto la piena partecipazione delle donne poteva rendere davvero credibile, e possibile, l’ideale di pari opportunità tra tutti i cittadini”. Mattarella ha quindi rivolto un “saluto affettuoso” alla signora Luisa Zappitelli – 106 anni – “che anche domenica scorsa si è recata alle urne, nella sua Città di Castello, come ha sempre fatto dal giorno dell’elezione dell’Assemblea costituente, settantadue anni orsono: un esempio per tutti”. E ancora: “Persistono barriere da superare, squilibri da colmare, ma abbiamo sempre nuove prove di come le pari opportunità delle donne costituiscano uno degli antidoti più forti alle chiusure oligarchiche, all’immobilismo sociale, alle diseguaglianze economiche”.
“L’affermazione della libertà delle donne ha costituito una rivoluzione, forse, la più importante del Novecento, certamente quella destinata a produrre effetti più lunghi nello sviluppo delle società moderne. La strada prosegue. E presenta difficoltà, vecchie e nuove. Le molestie, le violenze fisiche e morali che talvolta irrompono nei rapporti professionali e di lavoro o tra le mura domestiche, ferendo le coscienze, prevaricando libertà e speranze, costituiscono una realtà inaccettabile, e purtroppo tuttora presente”. Per il discorso integrale: www.quirinale.it.

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