Informatica: “VHacks”, p. Salobir, “portare al Sinodo la creatività dei giovani”

“Presentare i migliori progetti del concorso ai padri sinodali, affinché il tema della tecnologia venga portato all’attenzione di tutti, così come la creatività dei giovani”.  È il sogno di padre Eric Salobir, fondatore del think thank “Optic” (Order of Preachers for Technology, Information and Communication), per il prossimo Sinodo dei giovani convocato da Papa Francesco. Illustrando il primo hackathon in corso in Vaticano, con la partecipazione di 120 giovani riuniti in questi giorni a Roma da ogni parte del mondo, il domenicano ha spiegato che si tratta di una “gara” per cercare insieme nuove strade digitali e rispondere alle sfide globali “con una tecnologia che sia più partecipativa e sostenibile”. La parola hacker “ha certamente a che fare con la sicurezza”, ha detto mons. Lucio Ruiz, della Segreteria per la comunicazione, rispondendo alle domande dei giornalisti: “Ma è solo un piccolo aspetto di quello che è l’hacking”, ha aggiunto. “Un altro molto più ampio è che si tratta di un sistema in cui le persone sono spinte e incoraggiate a trovare nuove soluzioni ai problemi del mondo”. L’incontro, che si apre oggi a Palazzo della Cancelleria con le relazioni di esperti da tutto il mondo, vedrà i giovani impegnati domani all’Hotel Columus a presentare i loro progetti: dieci le squadre selezionate. La “maratona” informatica vaticana si concluderà con la premiazione dei progetti vincitori. Domenica 11 i partecipanti parteciperanno ad una messa a San Pietro e all’Angelus del Papa.

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