Diocesi: Spoleto-Norcia, sabato e domenica cammino di “ricomposizione interiore” su offesa, ferita e perdono

“Offesa, ferita, perdono. Cammini di ricomposizione interiore”: è il tema della proposta che le Pastorali giovanile e familiare dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia rivolgono alle persone dai 20 ai 50 anni e che avrà luogo sabato 10 e domenica 11 marzo a Spoleto (presso il Centro di pastorale giovanile). A guidare la due giorni, che è frutto dell’Assemblea sinodale che la Chiesa spoletana-nursina ha celebrato nell’anno pastorale 2016-2017, sarà Ignazio Punzi, formatore, psicologo e psicoterapeuta familiare. Questa iniziativa focalizza l’attenzione su alcuni “nomi” della prigione dell’uomo: amarezza, odio, rancore, senso di colpa, paura, vendetta. “Tutti – scrivono gli organizzatori nella brochure dell’incontro – portiamo le ferite della nostra storia di figli, di fratelli, di coniugi, di genitori, di amici o di colleghi. Ferite come conseguenza del male ricevuto ma anche del male dato, sia intenzionale che involontario. È il dolore provocato dalle delusioni, dai tradimenti, dagli abbandoni, dalle violenze. Sul fondo delle nostre ferite giacciono dei grumi di energia vitale congelata, simili a legacci che rendono faticoso il nostro cammino. Il rancore, le ferite, il dolore e i sensi di colpa vivono in noi come tessere sperate di un mosaico che non riesce a comporre il proprio disegno, unico, bello, conclusivo. Abbiamo allora bisogno di questa ricomposizione, c’è necessità di procedere verso un’armonia interiore che dia leggerezza al nostro passo, che ci faccia sentire meno frammentati e col cuore meno spaccato. Questo processo di ricomposizione lo chiamiamo perdono. Sabato e domenica quindi esploreremo i suoi sentieri, misureremo le sue fatiche, ci stupiremo dei suoi paesaggi”. Il filo rosso del weekend sarà la frase di Nelson Mandela: “Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione”.

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