Chiesa e università: p. Parnofiello (cappellano “La Sapienza”), “discernimento aiuta a trovare equilibrio e insegna a desiderare e a scegliere”

“Il discernimento aiuta a trovare equilibrio e insegna a desiderare e a scegliere”; è “certamente un carisma perché è un insieme di doni e di grazia ma è anche un’arte che va coltivata”. A delineare le coordinate del discernimento sulla scorta degli Esercizi ignaziani è il gesuita padre Giulio Parnofiello, cappellano dell’Università “La Sapienza” di Roma, al convegno nazionale di pastorale universitaria “Chiesa e università, cantieri di speranza”, in corso nella capitale per iniziativa dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Il discernimento, cui è dedicata, insieme all’orientamento, la prima sessione dell’incontro, non è “una tecnica consistente nell’applicazione di criteri, pur necessari – precisa Parnofiello –. L’ambito dii riferimento è la volontà di Dio” che “rappresenta la pienezza di un’esistenza autenticamente umana alla quale giungere mediante l’esercizio di una responsabile libertà”. Il discernimento “aiuta a trovare un equilibrio rispetto a tutte le cose create. Si tratta di imparare a desiderare a scegliere”. Prima si sceglie Dio, poi lo stato di vita che aiuta a servire meglio Dio liberando il campo degli affetti disordinati. Questo è un passaggio importante”. “È una dinamica attraverso la quale – spiega ancora il gesuita – si procede dalla conoscenza e dalla distinzione tra il bene e il male al passaggio dal bene al meglio” ma “non esiste discernimento senza preghiera”, ossia senza “relazione esplicita con Dio”.

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