Beni confiscati: Libera, “BeneItalia” censimento sul riutilizzo sociale nel nostro Paese

Per i 22 anni della legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie (7 marzo 1996-7 marzo 2018) una ricerca di Libera, dal titolo “BeneItalia”, ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati presenti nel nostro Paese: sono rappresentate da 720 soggetti diversi (come associazioni e cooperative sociali) impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, di varia natura e tipologia. Il dato si riferisce a 17 regioni su 20. Dai dati raccolti attraverso l’azione territoriale della rete di Libera emerge che “il maggior numero di realtà sociali (quasi il 50%) è costituito da associazioni di diversa tipologia (384) e cooperative sociali (188)”. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, “45 beni sono gestiti direttamente da diocesi, parrocchie e Caritas”.
La regione con il maggior numero di realtà sociali che gestiscono beni confiscati alle mafie è la Sicilia con 188 soggetti gestori, segue la Lombardia con 144, la Campania con 116, la Calabria con 101 seguita dalla Puglia con 68 e il Lazio con 41. Mediamente nel campione della ricerca di Libera “tra il sequestro e l’effettivo riutilizzo sociale trascorrono ben 10 anni”.
Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (www.openregio.it febbraio 2018) “sono 13.146 i beni immobili destinati con la Sicilia prima regione con 5110 beni immobili destinati, seguita dalla Calabria con 2265 beni immobili e Campania con 1906”. Sono invece in totale “17.333 gli immobili in gestione (in attesa di risolvere criticità e di essere destinati alle amministrazioni statali ed agli enti locali): con 6339 immobili in gestione è la Sicilia la prima regione seguita da Campania con 2573 e Calabria 2154”.
Per far conoscere e mettere in rete le pratiche di riutilizzo sociale, Libera lancia fino al 21 marzo, XXIII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l’hashtag #apriamoilbene, con il quale i coordinamenti territoriali delle associazioni, i soggetti gestori, le scuole, il sindacato, i cittadini attivi racconteranno la loro esperienza e i beni confiscati diventeranno luoghi di memoria e di impegno.

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