Messa crismale: mons. Miragoli (Mondovì), “l’individualismo non porta a nulla”

“La chiamata di Dio è un dono: il suo sguardo amorevole si è posato su ciascuno di noi; Dio ci ha scelto, ha voluto la nostra persona e la nostra vita; ci ha eletto al prezioso compito di essere suoi sacerdoti e ci ha assegnato una nobile funzione in mezzo agli uomini”. Lo ha sottolineato ieri mons. Egidio Miragoli, vescovo di Mondovì, nella Messa crismale. “Il dono è stato e rimane personale”, ma, “per la sua stessa natura, esso va speso tra i fratelli e per i fratelli: una volta ricevutolo, non possiamo gelosamente custodirlo, perché noi apparteniamo totalmente a Dio, ma per i fratelli. La nostra condizione di sacerdoti fa di noi, a nostra volta, dei doni: non dobbiamo dunque viverla individualisticamente, o in un’opaca inerzia”.
“Nessuno di noi, vescovo e sacerdoti, è qui per se stesso o per la sua comunità soltanto; tutti, invece, nel vivere il sacerdozio, apparteniamo a una comunità presbiterale, camminiamo e condividiamo la nostra dimensione spirituale e sacerdotale con i confratelli. Questo ci proietta in una condizione di ulteriore privilegio: non siamo soli, non siamo abbandonati a noi stessi. Da parte nostra non vanifichiamo con il nostro individualismo o isolamento questa ricchezza, rischiando la perdita di un’appartenenza significativa”.
Il presule ha anche parlato dell’importanza della formazione permanente per approdare “all’individuazione di alcuni temi, alcune idee e di alcuni valori condivisi, riflettuti e maturati insieme, con convinzione comune, così da poter generare poi una pastorale nostra, di una Chiesa unita che non procede in ordine sparso. L’individualismo, infatti, non porta a nulla, specie oggi, con la scarsità dei numeri che abbiamo. Oggi davvero serve che i cristiani, e fra loro i sacerdoti, siano una presenza significativa anche perché unitaria, ispirata a principi teorici e operativi pensati insieme, e quindi arricchiti dalla sintesi, magari faticosa ma utilissima, di sensibilità diverse”. Un richiamo infine affinché “l’amministrazione sia seria e onesta”.

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