Fabrizio Frizzi: p. Epifani (Cei e “A Sua Immagine”), “persona e professionista garbato, testimonial di tanti eventi benefici”

“Fabrizio Frizzi aveva uno stile di conduzione familiare, affidabile, che comunicava serenità e garbo. Una cifra della sua personalità e professionalità”. Sono le prime parole che utilizza padre Gianni Epifani, raggiunto al telefono dal Sir, nell’apprendere la notizia della morte del conduttore Rai.
Padre Epifani è il responsabile del programma ventennale di informazione religiosa su Rai Uno “A Sua Immagine” e della Santa Messa in tv, ma anche membro dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. “Di Fabrizio Frizzi – prosegue padre Epifani – è bello ricordare come nella sua attività di conduttore abbia saputo trattare anche tematiche delicate, complesse, come la malattia, con grande rispetto e garbo. Questo lo ha dimostrato soprattutto nei tanti speciali di Telethon, con la capacità di accostarsi a chi soffre in maniera luminosa e positiva”. Padre Epifani ricorda inoltre l’esperienza di Fabrizio Frizzi per l’Unitalsi a Lourdes: “Frizzi non è stato solo un testimonial per l’Unitalsi, un’immagine di un volto dello spettacolo per una buona causa. Ha accompagnato con convinzione e partecipazione molti malati nei viaggi a Lourdes, trasmettendo rispetto e misericordia”.
E con la malattia Fabrizio Frizzi ha avuto un rapporto particolare, non solo come testimone di impegno sociale, ma anche per la capacità di raccontare la sua sfida dopo il malore nell’autunno 2017. “Dopo il malore, si è mostrato al pubblico con semplicità e normalità – spiega padre Epifani – non nascondendosi ma rivolgendosi agli altri come un riferimento, come un volto amico pronto a condividere anche un momento complicato della sua esistenza. E il sorriso non è mai mancato in tutto questo”. Padre Gianni Epifani conclude con un pensiero nei confronti della famiglia, per la moglie Carlotta e la figlia Stella: “Una perdita dolorosa che giunge nella Settimana Santa delle celebrazioni pasquali. Che la croce sia occasione non solo di sofferenza, ma anche di conforto nella fede”.

(Sergio Perugini)

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