Pace: mons. Galantino, incontro tra i Paesi del Mediterraneo “non è a breve”, vescovi “tutti favorevoli”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non un evento e basta: un punto di arrivo ma anche di partenza per impegni molto concreti”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha definito l’incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo, proposto nel Consiglio episcopale permanente di gennaio ed esaminato con molta attenzione dai vescovi nel Cep che si è concluso oggi a Roma. Molte le sedi proposte per l’iniziativa, che però “non è a breve”, ha precisato il vescovo rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa svoltasi oggi nella sede centrale della Conferenza episcopale italiana. “Tutti i vescovi sono favorevoli, e tutti hanno messo del loro per allargare gli orizzonti” – ha assicurato Galantino – in modo da far sì che l’appuntamento “non sia una ripetizione di Assisi, ma un evento che la Chiesa italiana propone per assumersi le proprie responsabilità e impegni concreti”. C’è chi, tra i vescovi, ha proposto addirittura un decennio di riflessione corale su questo tema, “con momenti di scambio e di confronto e con gesti consolidati”. “Da più parti”, inoltre, ha riferito il segretario della Cei, “è stato invocato il coinvolgimento dei giovani, perché il futuro lo costruiscono insieme a noi anche i nostri ragazzi”. “Il Mediterraneo non può rimanere un luogo di confine o una sorta di cimitero liquido”, ha commentato Galantino: “Deve diventare un luogo di pace, come è stato per molto tempo. Perché queste non rimangano parole, occorre creare una consapevolezza e una coscienza diversa. E’ vero che nel Mediterraneo si affacciano tre grandi religioni, ma si stanno affacciando anche grandi conflitti: il Mediterraneo deve diventare un luogo di pace chiamando per nome e cognome le situazioni di guerra che stanno provocando l’emergenza della mobilità umana”.

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