Francia: Stati Generali sulla bioetica. Mons. Pontier (presidente vescovi), no ad “una società in cui l’eugenetica diventi legittima”

“Dal suo concepimento, l’embrione merita il rispetto dovuto a ogni persona umana. Non può essere considerato un materiale disponibile per ricerche o esperimenti che non rispettano la sua profonda dignità. In nessun punto della sua vita, l’essere umano può essere considerato indipendentemente dal profondo carattere della sua dignità. Ignorare questa dignità significherebbe rischiare di andare verso una società in cui l’eugenetica diverrebbe legittima, dove la persona con il minor handicap si sentirebbe di troppo, dove si decide che per essa non vi è alcun posto nella società”. Lo ha detto mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente dei vescovi francesi, nel passaggio della prolusione letta ieri, a Lourdes, in apertura della Assemblea plenaria dedicato agli Stati Generali sulla bioetica che si stanno svolgendo in Francia. Una “riflessione – li ha definiti così mons. Pontier – sul mondo che vogliamo, sulla vita che vogliamo” e “senza esitazione diciamo che vogliamo un mondo fraterno, un mondo di speranza, un mondo in cui nessuno è lasciato solo, un mondo in cui le solidarietà mettono fine ai pensieri di morte, scoraggiamento, abbandono”. “Scegliere o dare la morte non può che essere il segno della disperazione e della profonda solitudine. Invitiamo al coraggio della tenerezza e della presenza fraterna che permettono a chi ne beneficia di riconoscere di essere amato fino alla fine e degno di affetto”.

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