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Papa a Ginevra: Tveit (Wcc), “un segno di speranza in un mondo lacerato e diviso”

“Un segno di speranza, per tutti noi che abbiamo pregato a lungo per l’unità, per la pace e la giustizia in un mondo lacerato e diviso”. Così il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, Olaf Fykse Tveit, ha definito la visita del Papa a Ginevra il 21 giugno, in occasione del 70° anniversario dell’organismo che riunisce 348 Chiese protestanti, luterane, anglicane, ortodosse. Tema della visita, di cui non è stato ancora diffuso il programma ufficiale: “Camminando, pregando, lavorando insieme”. Molte le iniziative in programma: “Ci siamo organizzati in maniera tale che i membri del Comitato centrale possano essere presenti durante la visita di Papa Francesco”, ha detto Tveit nella conferenza stampa di presentazione svoltasi oggi in sala stampa vaticana. Quanto allo stato di salute del dialogo ecumenico, il segretario generale del Wcc ha citato il lavoro del gruppo di lavoro congiunto, che in questo momento vede “un’agenda comune molto significativa”. “Non possiamo più insistere su tutto ciò che ci divide, ma al contrario dobbiamo trovare ciò che ci unisce”, ha commentato: “Il mondo ha bisogno di questa comune testimonianza cristiana”. Il Consiglio ecumenico delle Chiese, nato ad Amsterdam nel 1948, rappresenta più di 500 milioni di cristiani in tutto il mondo. La Chiesa cattolica partecipa come “osservatrice” ed è membro a pieno titolo della Commissione “Fede e Costituzione”. Gli obiettivi prioritari di questo organismo sono quelli di camminare verso l’unità visibile della Chiesa e di essere nel mondo strumento di riconciliazione. I membri fondatori di questo organismo provengono principalmente dall’Europa e dal Nord America. Ma oggi la maggior parte delle Chiese si trova in Africa, Asia, Caraibi, America Latina, Medio Oriente e Oceania.

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