Prostituzione: Ramonda (Apg23), “le parole del Papa sono chiarissime. Ora più forti nella lotta per liberare le donne vittime”

“Le parole di Papa Francesco sono chiarissime e ci danno più forza nel continuare l’opera di liberazione delle donne vittime di tratta costrette a prostituirsi. Ancora una volta ci sentiamo di dire ‘Grazie Santo Padre per il Suo appoggio a questa battaglia’”. Così Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) , commenta le parole pronunciate stamattina da Papa Francesco contro la prostituzione. Durante il pre-Sinodo, rivolgendosi ai giovani Francesco ha affermato che quello della prostituzione “è un problema grave”. “Se un giovane ha questa abitudine, è un criminale: chi fa questo è un criminale”. “Non è fare l’amore, è torturare una donna”, ha precisato. Per Ramonda, “le parole del Papa sono come macigni, che spero possano essere ascoltate dai tanti clienti che ogni sera sfruttano la condizione di vulnerabilità delle donne”. “Ricordiamo ancora con grande emozione la visita del Papa nell’agosto 2016 in una nostra casa rifugio dove accogliamo donne sottratte al racket della prostituzione”, aggiunge il presidente di Apg23, che non dimentica “l’abbraccio del Papa a queste donne che hanno sperimentato ogni tipo di violenza e la sua disponibilità ad ascoltare i loro drammi”.
L’appoggio del Papa giunge nel cinquantesimo anniversario della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, il “prete dalla tonaca lisa” che per primo in Italia ha combattuto contro la schiavitù della prostituzione. In questi anni, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha liberato dalla strada e accolto oltre 7mila ragazze vittime del racket della prostituzione. Ogni settimana è presente con 21 unità di strada e 100 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono.

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