Stephen Hawking: Canetta (Un. St. Mary’s), “ricerca atea eppure profondamente religiosa”

(da Londra) Uno Stephen Hawking “profondamente religioso” nel suo “desiderio di capire l’universo e di scoprire i suoi segreti”. Così lo descrive la fisica angloitaliana Elisabetta Canetta, docente all’Università Cattolica londinese st. Mary’s. “Hawking era un cosmologo straordinario e un fisico teoretico eccezionale e il suo lavoro ci ha permesso di penetrare il mondo affascinante della meccanica quantistica e di migliorare la nostra conoscenza dei buchi neri”, spiega al Sir Canetta. “Benché fosse ateo, la sua ricerca aveva tutte le caratteristiche di un percorso religioso perché essere religiosi significa cercare risposte a domande fondamentali sull’origine dell’universo e sul ruolo dell’umanità nel piano del mondo”. “Il lavoro straordinario e fondamentale portato avanti dal professor Hawking negli ultimi cinquant’anni ha senz’altro contribuito alla ricerca di Dio da parte dell’umanità”, secondo Canetta perché “la sua opera scientifica riecheggia queste parole di Einstein: ‘L’esperienza più bella e profonda che un uomo può avere è quella di una sensazione di mistero. Essa sta alla base della religione e di qualsiasi altra seria impresa si tratti di arte oppure di scienza. Mi basta meravigliarmi davanti a questi segreti e tentare umilmente di percepire la semplice immagine dell’impressionante struttura che armonizza tutto ciò che esiste’”.

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