Medio Oriente: card. Bassetti, “sull’orlo di una spaventosa deflagrazione”. L’impegno della Cei in Siria con Avsi

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il Medio Oriente è sull’orlo di una spaventosa deflagrazione. La distruzione sistematica tuttora in corso in Siria ne è l’indicatore più emblematico. È urgente chiederci cosa potrebbe fare la Chiesa per difendere il bene prezioso e fragile della pace e della dignità umana e come porre un segno forte per tentare di fermare la violenza e riportare tutti alla riflessione e alla pacifica soluzione delle controversie”. Lo ha detto oggi il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante la conferenza stampa indetta per fare il punto sul progetto “Ospedali Aperti”, ideato dal card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria e gestito dall’Avsi, organizzazione internazionale che opera su più fronti per garantire le cure anche alle vittime più povere del conflitto in Siria. Una prima risposta, ha dichiarato il cardinale, è “l’aiuto solidale”. “Dal 2014 ad oggi la Cei ha sostenuto le vittime della guerra siriana soprattutto attraverso la nostra Caritas. L’impegno complessivo della Chiesa italiana in Siria negli ultimi cinque anni è di 5 milioni di euro tratti dai fondi dell’8×1000 e serviti a sostenere 15 progetti che hanno contribuito ad alleviare le sofferenze della popolazione intervenendo in diversi ambiti, alloggio, sanità, educazione, arrivando a portare in Italia 40 persone che avevano urgente bisogno di cure specifiche”. Il presidente della Cei ha, inoltre, elencato altri progetti a favore dei profughi siriani, lungo le rotte balcaniche e nelle aree limitrofe di Damasco e Aleppo, e iniziative di risistemazione di aule scolastiche. Tra i progetti finanziati anche quello del card. Zenari. La Cei, ha detto il segretario generale di Avsi, Giampaolo Silvestri, ha impegnato un milione di euro, 400mila già spesi, per potenziare i tre ospedali cattolici, due a Damasco e uno ad Aleppo, che sono parte integrante del progetto. I soldi sono stati investiti in nuove apparecchiature mediche e corsi di formazione sanitaria. Parallelamente all’impegno solidale concreto la Chiesa italiana è impegnata anche nel promuovere eventi di dialogo e di riflessione. Rientra in questo ambito la Conferenza per la pace nel Mediterraneo, di cui si tornerà a parlare nel prossimo Consiglio episcopale permanente. “L’incontro – ha spiegato il card. Bassetti – vedrà la collaborazione dei vescovi di quei Paesi bagnati dal Mediterraneo che il sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, chiamava il grande lago di Tiberiade. Questo evento si pone proprio nel solco della visione profetica di La Pira che esattamente 60 anni fa inaugurava a Firenze i colloqui mediterranei con l’obiettivo unico della pace. Con noi ci saranno tutti i presidenti delle Conferenze episcopali, i patriarchi e una rappresentanza di ortodossi perché siamo convinti che la pace nel Mediterraneo sarà un indice importante per tutte le nazioni del mondo. Non esiste luogo al mondo dove sono risuonati messaggi di pace come nel Mediterraneo, culla delle tre religioni abramitiche, che hanno in comune il senso della trascendenza di Dio. La carità come primo segno della pace e suscitare la pace tra coloro che credono in un Dio misericordioso: questa è la linea che la Chiesa italiana intende portare avanti”. Al momento non ci sono date fissate ma probabilmente l’incontro dovrebbe avvenire nella primavera del 2019. Tra i luoghi candidati ad accogliere l’incontro la Sicilia, Bari, Roma, Firenze. “Ma nulla a riguardo è stato deciso”, ha puntualizzato il cardinale.

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