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Germania: Caritas chiede il cessate-il-fuoco in Siria, con corridoi umanitari per portare aiuti alla popolazione

La Caritas tedesca torna a denunciare il fatto che le parti in conflitto in Siria “non vogliono accordarsi per un cessate il fuoco o per permettere corridoi umanitari”. Per il presidente Peter Neher è una “barbarie” che “alle organizzazioni umanitarie venga negato l’accesso a persone stremate sul piano fisico e mentale e che talvolta anche gli stessi soccorritori siano l’obiettivo di attacchi”. Secondo i dati Caritas, che ha raggiunto circa 13 milioni le persone con varie forme di aiuti dall’inizio della guerra nel 2011, 5,5 milioni di persone sono fuggite dal Paese, la maggioranza rifugiate oggi in Turchia, Giordania e Libano. Preoccupano però i “tre milioni di persone attualmente in regioni assediate o difficili da raggiungere che sono tagliate fuori dagli aiuti”. La Caritas non sostiene gli appelli al rientro dei rifugiati nel Paese perché è ancora alta l’insicurezza e per i giovani che tornano c’è il pericolo che “vengano costretti ad arruolarsi nelle milizie e a combattere”. Tanto è stato distrutto: nelle città, come ad Aleppo, oltre alle case e alle strade, il sistema idrico ed elettrico è andato distrutto. “La ricostruzione sarebbe una sfida enorme persino in tempo di pace” ed è ancora lontana a venire. Il presidente della Caritas tedesca andrà in Siria nelle prossime settimane con una delegazione.

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