Calciatori aggrediti ad Ascoli: mons. D’Ercole (vescovo), “condanna senza appello”

“Al momento non si conoscono gli autori dell’aggressione che l’altra notte i due ragazzi hanno subito. Da parte di tutti credo siano necessari una condanna senz’appello e un invito alla calma”. Con questo messaggio il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, ha voluto manifestare la sua vicinanza ai due calciatori dell’Ascoli, Samuele Parlati e Vincenzo Venditti, aggrediti al rientro dalla trasferta di Venezia. “Spero poter venire a rinnovare questa mia solidarietà di persona, appena possibile”, aggiunge il vescovo, che fa appello all’intelligenza e al cuore “di chi si rende responsabile di queste aggressioni verbali, e soprattutto fisiche. Gli vorrei ricordare – prosegue il messaggio – che i calciatori sono solo persone e che il calcio, come ogni tipo di sport, deve essere innanzitutto ‘gioco’ oltre che impegno agonistico. Viviamo in un’epoca dove per poco si sbotta e per piccoli screzi si commettono tragedie. Siamo circondati da un’atmosfera di forti tensioni. Per questo è compito di tutti vigilare per custodire la pacifica convivenza, lavorare per non alimentare tensioni e spegnere ogni istinto di violenza. È uno sforzo importante perché altrimenti la nostra società sarà sempre più segnata da episodi simili, che taluni addirittura sono tentati di giustificare”. Il vescovo di Ascoli, nella lettera, sottolinea che “sfogare la rabbia che si ha in corpo con i giocatori della propria squadra per le continue sconfitte subite fa inoltre riflettere sul ruolo educativo dello sport e sulla responsabilità che compete a tutti noi nei confronti di genitori e figli”.

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