Papa Francesco: card. Kasper, “suo programma non è liberale ma radicale”

Quello di Papa Francesco è “un programma non liberale, ma radicale”. Per questo “egli non parla di riforma, ma di conversione: della Chiesa tutta, dell’episcopato e del papato”. Lo ha evidenziato il card. Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, per il quale “è sbagliato ridurre Papa Francesco ad un pragmatismo indifferente per la verità”. Intervenendo alla presentazione della collana “La Teologia di Papa Francesco” edita dalla Lev, il card. Kasper ha voluto soffermarsi sul “messaggio profetico” del pontificato di Bergoglio, che lo ha portato a collocarsi “tra due fronti all’interno della Chiesa: da una parte la paura, le resistenze di un conservatorismo fondamentalista e dall’altra la visione di alcuni riformisti liberali”.
“La parola base del programma pastorale del pontificato è misericordia”, ha ricordato il presidente emerito del dicastero vaticano, sottolineando che “questo è un messaggio di grazia e uno stimolo ad aprire il cuore a Dio e ai fratelli, che si scontra con il periodo attuale di brutale violenza che ferisce le persone, in cui le certezze collassano, molti sono pieni di paura e non vedono via di uscita, in cui il dio denaro domina il mondo, in cui l’amore si raffredda e si diffonde un’indifferenza globalizzata per milioni di persone escluse”. Secondo il card. Kasper, Francesco ha inaugurato “una mistica della misericordia”, in quanto “il linguaggio profetico e a volte severo di Francesco apre ad una nuova forma misticismo, non distaccato, ma degli occhi aperti che riconosce Cristo nell’affamato, nell’assetato, nello straniero”.

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