“Giudizio universale”: mons. Viganò (SpC), “l’arte è protagonista di successi tra cinema, teatro e tv”

“Lo show ‘Giudizio universale’ curato da Marco Balich ha intuito la carica di novità presente all’interno dell’industria culturale odierna, sul fronte della produzione così come della fruizione spettatoriale”. Così mons. Dario E. Viganò, prefetto della Segreteria perla Comunicazione della Santa Sede, presentando questa mattina a Roma lo spettacolo “Giudizio universale”, in cartellone all’Auditorium Conciliazione dal 15 marzo. Presenti alla conferenza stampa l’ideatore Marco Balich, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani – il polo museale è consulente scientifico dello spettacolo –, nonché il cantante Sting, autore del tema principale, e l’attore Pierfrancesco Favino, voce di Michelangelo. “Negli ultimi anni – ha ricordato mons. Viganò – abbiamo assistito a un fiorire di produzioni audiovisive dedicate al racconto dell’arte sacra. Attraverso il documentario, arricchito da sorprendenti tecniche di ripresa, con movimenti di macchina sempre più immersivi, con standard di produzione elevati tra 4k e 8k, l’arte ha acquisito una rilevanza straordinaria nei palinsesti tv o nelle sale cinematografiche”. Viganò ha richiamato “Stanotte a San Pietro” con Alberto Angela, ma anche le serie di doc “Divina bellezza” realizzata da Vatican Media e Officina della Comunicazione. Ancora, i film di Cinema d’Arte Sky “Caravaggio”, “Raffaello” e “San Pietro e le Basiliche papali di Roma”. “Complice forse un contesto urlato, stanco, deluso – ha notato mons. Viganò – oggi la cultura e l’arte non occupano più lo spazio da fanalino di coda, ma sono protagoniste di veri e propri successi. Naturalmente questo rappresenta un aspetto molto positivo, che indica un accesso agevolato alla cultura, anche perché i musei non possono essere abusati in termini di presenza. È necessario, infatti, preservare le opere dall’usura: basti pensare al Cenacolo di Leonardo a Milano”.

“Ho avuto la possibilità di assistere in anteprima allo spettacolo – ha concluso il prefetto – e si evidenzia un livello professionale altissimo, fatto di sceneggiatori, coreografi, costumisti, tecnici, ingegneri delle luci e del suono. Il lavoro di questi professionisti va associato di fatto alle immagini che avvolgeranno lo spettatore in chiave immersiva”.

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