Cinque anni con Papa Francesco: Scaraffia, “ha portato a Roma la periferia attraverso i suoi occhi”

“Il Papa venuto dalla fine del mondo ha portato subito a Roma, in Vaticano, la periferia attraverso i suoi occhi”. Lo scrive Lucetta Scaraffia nell’articolo pubblicato da “L’Osservatore Romano”, nel numero di domani (in distribuzione da oggi pomeriggio), dedicato alla parola “periferie”, quarta di cinque parole nel quinto anniversario dell’elezione di Papa Francesco. “Guardare il mondo dal punto di vista delle periferie – aggiunge – ha ispirato ogni gesto e ogni decisione del suo pontificato”. A partire dal “primo viaggio a Lampedusa, isola sperduta nel Mediterraneo, il cui interesse ai suoi occhi era quello di essere punto di arrivo di migliaia di migranti, periferia che accoglieva coloro che fuggivano dalle periferie disastrate del mondo”. Scaraffia sottolinea come “Papa Francesco sa bene che dalle periferie viene il male, e quindi può venire il bene, per il mondo”. “In questa ottica, rivoluzionando le tradizioni curiali, – aggiunge – ha creato molti cardinali che operano in luoghi periferici e considerati di poco conto, per far capire ancora una volta che guardare alle periferie significava rovesciare il tavolo e rinnovare sul serio”. Altro segno che indica il ribaltamento della prospettiva, a suo avviso, è stata “l’apertura del Giubileo della misericordia, a Bangui”. “Quando Francesco ha aperto la porta di quella povera cattedrale, in mezzo a una popolazione dilaniata dalla guerra, tutto il mondo ha capito che l’era della Chiesa trionfale che mostra la sua bellezza e la sua opulenza da San Pietro veniva superata. Era la Chiesa stessa che chiedeva misericordia per le periferie spesso dimenticate”. Infine, secondo Saraffia, “un’altra periferia ancora da salvare, proprio nel cuore della Chiesa: le donne, religiose e laiche, che hanno tanto da dire, tanto da dare, e non sono ascoltate”.

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