Cinque anni con Papa Francesco: card. Kasper, “se incontra obiezioni e resistenze” vuol dire che “è nella sequela di Gesù”

“Se Papa Francesco proclama oggi il tempo della misericordia e, insieme a molti consensi, incontra obiezioni e resistenze, ciò non depone a suo sfavore, ma mostra che egli è nella sequela di Gesù”. Ne è convinto il card. Walter Kasper, che sul prossimo numero della rivista “Il Regno” traccia un bilancio dei primi cinque anni di pontificato, che ricorrono il 13 marzo. Misericordia, come ha detto lo stesso Francesco il 28 luglio 2013 sul volo di ritorno da Rio, è “la” parola base del programma pastorale del suo pontificato, e nello stesso tempo “una diagnosi significativa del nostro tempo”. Quella di Francesco, per Kasper, è un’interpretazione profetica del nostro tempo, “che a volte sembra così vuoto e irretito nella violenza e nel conflitto”, ed è anche “uno stimolo ad aprire i nostri cuori al Dio misericordioso e ai fratelli e alle sorelle nel bisogno”. “Tutto dipende dal Vangelo”, scrive il Papa nell’Evangelii gaudium, la sua enciclica programmatica: per lui, come per Gesù, il messaggio del Vangelo della misericordia di Dio “oggi incontra un tempo di brutale e inumana violenza, da cui molte persone sono ferite nel corpo e nell’anima; un’epoca in cui molte vecchie certezze presunte collassano e il futuro si riempie d’incertezza; in cui molti sono pieni di paura e spesso non vedono più alcuna via d’uscita e alcun futuro: un momento in cui il dio denaro domina il mondo sotto forma di un capitalismo egemonico globalizzato, in cui l’amore si raffredda, l’individualismo e l’egoismo trionfano; un tempo di indifferenza globalizzata per i milioni di persone che sono esclusi dalle benedizioni della civiltà e ne sono diventati in un certo senso lo scarto”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo