Sinodo Panamazzonico: card. Hummes (Repam), “la degradazione dell’Amazzonia provocherà danni gravissimi e forse irreversibili per le future generazioni”

“La degradazione dell’Amazzonia provocherà danni gravissimi e probabilmente irreversibili per le future generazioni”. Lo dice il card. Cláudio Hummes, presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), in un’intervista rilasciata al Sir. “L’enciclica Laudato Si’ è un documento storico e sorprendente, profetico e innovatore, non soltanto per l’Amazzonia ma per tutto il mondo, in questi tempi di grave, urgente e globale crisi climatica e ecologica – aggiunge il porporato -. In questo contesto, l’Amazzonia riveste un significato universale e manifesta un valore insostituibile, quello di essere uno dei polmoni del pianeta”. Un’enciclica, dunque, “importantissima” per la Chiesa in Amazzonia. E la Repam “l’ha presa come la sua Magna Carta”. Per frenare lo sfruttamento dell’Amazzonia e delle sue risorse, che “sta aumentando, purtroppo”, il cardinale sostiene che “in primo luogo serve informazione”, perché “la società mondiale non riceve le informazioni complete sulla gravità e urgenza della crisi climatica ed ecologica”. Poi, formazione, perché “la gente non conosce abbastanza le cause della crisi e le soluzioni”. “I media, le scuole, le Chiese, le organizzazioni della società civile, tutte possono aiutare a formare un’opinione pubblica mondiale favorevole”, spiega. Un’altra carenza è quella dei sacerdoti , che “mancano sempre di più”. “Queste presenze sono imprescindibili se vogliamo veramente evangelizzare i popoli amazzonici, specialmente i popoli originari”. “Gli stessi indigeni si lamentano della mancanza di sacerdoti nelle loro regioni. Vogliono sacerdoti che presentino un messaggio cristiano inculturato, affinché la Chiesa diventi veramente indigena. Il Sinodo sicuramente tratterà di questo tema”.

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