Sierra Leone: Medici con l’Africa Cuamm, al via un “118” per tutto il Paese

Si è tenuto, nei giorni scorsi, a Freetown l’evento ufficiale di avvio del Nems (National Emergency Medical Service), il primo servizio nazionale per le emergenze sanitarie della Sierra Leone, “una sorta di 118 per l’intero Paese, coordinato da una centrale operativa nazionale che gestirà le chiamate di famiglie, singoli cittadini e dai centri sanitari periferici e che vedrà mobilitate un totale di 200 ambulanze (160 operative in modo permanente e 40 per sostituire i mezzi in manutenzione)”. Ne dà notizia Medici con l’Africa Cuamm. Saranno “1.000 gli operatori coinvolti tra autisti, paramedici e operatori della centrale operativa, oltre agli addetti al primo filtro telefonico per la valutazione del grado di emergenza e al coordinamento dei mezzi. Tutti verranno formati sia all’avvio del progetto sia durante l’implementazione e verrà loro assicurato un aggiornamento periodico. In una prima fase il servizio sarà operativo nelle 12 ore diurne, per poi passare a coprire tutte le 24 ore”. Il progetto proposto da Medici con l’Africa Cuamm, in partenariato con la Regione Veneto e Crimedim (Centro di formazione e ricerca sulle emergenze e i disastri dell’Università del Piemonte Orientale) è risultato il migliore, tra i sette presentati al Ministero della Sanità della Sierra Leone (Mohs) nell’ambito di una gara internazionale tra concorrenti provenienti da tutto il mondo.
“Siamo onorati di essere stati selezionati dal Ministero della Sanità della Sierra Leone e da Banca Mondiale per avviare questo servizio indispensabile al Paese”, afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm. “Sotteso al progetto – spiega – c’è un messaggio positivo e di speranza: durante l’epidemia di Ebola la mobilitazione dei donatori internazionali ha fatto sì che la Sierra Leone potesse disporre di molte ambulanze per il trasporto dei malati e dei casi sospetti. A epidemia conclusa le ambulanze rischiavano di restare inutilizzate perché il Paese, estremamente fragile come tante altre realtà africane, è sprovvisto di un sistema nazionale che coordini le chiamate di emergenza e la mobilitazione dei mezzi. Trasformare un potenziale ‘scarto’ in elemento trainante lo sviluppo sanitario del Paese è la sfida intrapresa dal Cuamm con questo progetto”.

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