Lavoro: mons. Longoni (Cei), “creare uno spazio connettivo e un osservatorio con proposte politiche concrete per i territori”

Bisogna “costituire un osservatorio che monitori e proponga, sull’esempio di Cagliari, alcune proposte politiche concrete ai propri territori”. Così mons. Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, aprendo questa mattina a Salerno il terzo seminario nazionale di Pastorale sociale dal titolo “Cantieri di lavOro nei territori ed ecologia integrale secondo la Laudato si’”, organizzato dall’Ufficio come seguito della Settimana sociale di Cagliari. “La Chiesa non è un’ambulanza della storia, ma semmai un enzima positivo di trasformazione, orientatrice verso il bene comune, motivatrice di cambiamento sociale – ha aggiunto il direttore -. Essa ha il precipuo compito di accompagnare ogni risveglio delle coscienze che renda gli uomini più uomini” perché siano “orientatori di speranza”, “fermenti di legami sociali”, “costruttori e innovatori secondo lo Spirito piuttosto che difensori e protettori dell’istituzione”. Il desiderio, indicato da mons. Longoni, è quello di fare della Pastorale sociale del lavoro “uno spazio connettivo” che “sappia coniugare i contenuti della Dottrina sociale della Chiesa in uno spazio ecclesiale autentico, inclusivo”. Il direttore dell’Ufficio Cei ha spiegato poi che “mettere oggi il lavoro al centro non consiste principalmente e solo nel fare nostra la battaglia dei lavoratori contro le forme sbagliate di lavoro”, come “quelle oppressive, disumanizzanti, riduttive della socialità, improntate ai fini economistici e speculativi”. “Significa, piuttosto, mettere in luce che il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale esiste già” e “le sue tracce sono presenti e devono farci da volano verso un lavoro dignitoso”. Il riferimento è ai Cantieri di lavOro e al Progetto Policoro, che “devono essere l’orizzonte del nostro compito futuro”. Al centro del suo intervento, anche il tema dell’ecologia integrale con il riferimento all’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”. “Crea un filo comune che da una parte ribadisce il tema centrale del ‘tutto è connesso’ – ha spiegato – dall’altra fa comprendere la necessità di motivare ogni scelta”. Infine, i “ruscelli di impegno”: una collaborazione più stretta con la Caritas, una rinnovata attenzione alle periferie attraverso collaborazioni di sussidiarietà circolare grazie alla legge sui piccoli comuni e le cooperative di comunità. E, ancora, reti di formazione all’impegno sociale e politico.

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