Emergenza freddo: card. Bassetti su L’Osservatore Romano, “imperativo morale prendersi cura delle periferie delle nostre città”

Non è “moralmente accettabile” vedere “una persona finire ai margini della società dopo un fallimento, condurre una vita di stenti in solitudine e poi morire di freddo nell’abbandono”. Lo afferma  il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel numero de “Il Settimanale” de L’Osservatore Romano in edicola oggi, 1° marzo. “Ci troviamo di fronte”, sostiene il porporato, “a quell’umanità ferita a cui ha fatto riferimento il Papa sin dall’inizio del suo magistero. Un’intuizione e un insegnamento che assumono un significato esemplare proprio in questi giorni in cui si celebrano i cinque anni di pontificato”. Di qui il richiamo all’omelia per la messa d’inizio del servizio papale, nella solennità di san Giuseppe, quando Francesco parlò di una “vocazione del custodire” che “riguarda tutti” e chiede di “custodire ogni persona, specie la più povera”. Parole che per il presidente della Cei oggi più che mai “s’incarnano nella vita quotidiana”. Di qui un monito: “Prendersi cura delle periferie delle nostre città” deve “diventare un imperativo morale, prima che politico: uno slancio in cui combinare la difesa del creato, la cura delle città e l’impegno concreto verso i poveri. Solo fornendo una risposta concreta a questi problemi irrisolti potrà nascere la classe dirigente del futuro”. “Le periferie sono lo specchio del Paese e misurano il suo stato di salute. Proprio per questo i senzatetto uccisi dal freddo non devono lasciarci indifferenti. Non è solo un fatto di cronaca – conclude Bassetti – ma una realtà che parla all’Italia intera, interroga profondamente e chiama a un’assunzione di responsabilità comunitaria.”

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