Diocesi: Padova, nello spettacolo “Fratelli IN Italia” i migranti mostrati come presenze familiari della quotidianità

Nella diocesi di Padova, oltre un milione di abitanti, i migranti sono circa centomila di cui oltre la metà è di religione cristiana: cifre richiamate da don Elia Ferro, delegato diocesano per la Pastorale dei migranti, che ha contribuito alla progettazione dello spettacolo “Fratelli IN Italia”, presentato oggi. “Operiamo quotidianamente in favore di tutti i migranti – ha spiegato – ma siamo un po’ soffocati dalle logiche dell’emergenza e dell’assistenza che rischiano di non farci cogliere la ricchezza della condivisione di culture e religioni diverse”.
“Vorremmo evitare – ha osservato don Gaetano Borgo, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della missione di Padova – che si instauri nell’immaginario delle persone l’equivalenza ‘immigrato uguale richiedente asilo’ ospite di un centro di raccolta. Immigrate sono anche le persone che lavorano al nostro fianco, che si occupano dei nostri cari e anche molti religiosi che seguono la cura pastorale in diocesi. Abbiamo scelto tra gli attori il musicista che tutti i giorni suona la fisarmonica sotto le finestre della curia di Padova proprio per sottolineare come la nostra quotidianità sia abitata anche da presenze familiari e sensibili che alimentano la nostra sete di fraternità e bellezza”.
Il testo dello spettacolo è di Loredana D’Alesio, la regia di Alberto Riello. Sul palco salgono otto giovani attori, italiani e stranieri, per raccontare storie di viaggi ma anche per avviare prove di integrazione, a partire dalla realizzazione dello spettacolo dove essi stessi sono stati protagonisti di un cammino di fraternità cresciuto prova dopo prova.

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