Cure palliative: Luyirika (Uganda), in 38 Paesi africani su 54, solo in 16 anche pediatriche. Serve partnership governo-Chiesa-società civile

Con i suoi 54 paesi e una popolazione di oltre 1 miliardo di persone, l’Africa ha un estremo bisogno di cure palliative, tuttavia i bilanci sanitari nella maggior parte dei suoi Paesi non raggiungono il 15% dei budget nazionali come richiesto nella Dichiarazione di Abuja. A scattare la fotografia delle cure palliative nel continente africano è Emmanuel Luyirika, direttore esecutivo African Palliative Care Association (Uganda). Intervenuto al congresso internazionale “Palliative Care: Everywhere & by Everyone” che si chiude questa sera in Vaticano per iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita, Luyirika afferma che “nonostante queste sfide alcuni progressi sono stati fatti”. Secondo il Palliative Care Atlas (Atlante cure palliative) del 2017, almeno 38 Paesi hanno una sorta di servizio di cure palliative che utilizza diversi modelli. Tra questi, l’Uganda ne conta 229, il Sud Africa 160 e il Kenya 70, ma solo 16 Paesi dispongono di servizi di cure palliative pediatriche. Finanziamenti inadeguati o inesistenti; difficoltà di accesso ai farmaci controllati, tra cui la morfina; pochi medici formati all’erogazione di queste cure; mancanza di sistemi di copertura sanitaria universale: queste, spiega l’esperto, le maggiori sfide. Per diffondere le cure palliative nel continente e garantirne l’accesso, conclude, sono necessarie “partnership nelle quali i governi, la Chiesa e altri enti religiosi, il settore privato e la società civile possano lavorare insieme”.

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