Corte di Strasburgo: respinto ricorso di coppia di donne francesi per presunta discriminazione in materia di autorità genitoriale

(Strasburgo) La Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso di due donne francesi che si sono sentite discriminate per il loro orientamento sessuale rispetto alla loro richiesta di delega dell’autorità genitoriale. Il comunicato stampa diffuso oggi dalla Corte illustra la vicenda di Francine Bonnaud e Patricia Lecoq, che hanno vissuto insieme dal 1989 al 2012 e hanno avuto ciascuna un figlio con la procreazione medicalmente assistita in Belgio. Nel 2002 si sono legate con un patto civile e nel 2006 hanno chiesto l’esercizio congiunto dell’autorità genitoriale sui due figli, richiesta respinta nel 2010 perché “non esistevano le circostanze particolari tali da esigere per l’interesse superiore dei bambini che ciascuna delegasse all’altra l’autorità parentale che deteneva sul proprio figlio per esercitarla congiuntamente”, spiega la nota della Corte. Ritendendo che il rifiuto fosse fondato sul loro orientamento sessuale, le due donne hanno presentato ricorso all’istanza europea, la quale però ritiene il caso sia stato trattato come quello di qualsiasi altra “coppia eterosessuale nel contesto di una famiglia ricomposta”, in cui si delega l’autorità parentale solo in “circostanze particolari”, quali motivi di salute o obblighi di lavoro. Spiega anche la nota del Consiglio che ora è in corso la richiesta d’adozione del figlio di Francine Bonnaud da parte di Patrizia Lecoq e “non si può escludere che questa richiesta sia accolta favorevolmente”, viste le mutate circostanze di vita della coppia.

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