Cile: mons. Scicluna in partenza ringrazia per “il clima di dialogo, ascolto e fiducia”

Partirà oggi da Santiago del Cile l’arcivescovo di Malta, mons. Charles Scicluna, presidente del Collegio per l’esame di ricorsi (in materia di “delicta graviora”) alla Sessione ordinaria della Congregazione per la dottrina della fede e inviato dal Papa nella capitale cilena per raccogliere ulteriori elementi sul caso del vescovo di Osorno, mons. Juan Barros. Come è noto, la missione della delegazione vaticana si è conclusa venerdì 23 febbraio. Tuttavia, mons. Scicluna è rimasto qualche giorno in più in Cile, per ristabilirsi dall’improvviso intervento chirurgico subito la scorsa settimana. Ieri, alla vigilia della partenza, l’arcivescovo ha incaricato il portavoce della Conferenza episcopale cilena (Cech), Jaime Coiro, di rilasciare alcune dichiarazioni. Mons. Scicluna fa sapere che il recupero post-operatorio è stato molto soddisfacente e che, in questi giorni di convalescenza trascorsi nella Nunziatura, ha avuto la possibilità di incontrarsi con alcune persone che ne avevano fatto richiesta, sia per riferire elementi sul caso Barros, sia per parlare di altri fatti legati ad abusi. Con l’aiuto di padre Jordi Bertomeu, che ha condotto alcuni incontri durante il ricovero dell’arcivescovo, prossimamente mons. Scicluna farà il punto sui vari colloqui avuti e consegnerà al Papa quanto emerso durante la missione a Santiago. Il portavoce della Conferenza episcopale ha riferito del ringraziamento “per il clima di dialogo sereno, la buona attitudine all’ascolto e la fiducia” che ha accompagnato questi incontri e, rispondendo a una domanda, ha confermato che il Comitato permanente della Cech ha avuto un colloquio con padre Bertomeu.

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