Ambiente: Mascia (Fondazione Lanza), “reti sociali per cambiare i paradigmi economici dominanti”

“La sfida che abbiamo davanti è quella di creare relazioni tra natura e società che la abita”. Lo ha detto Matteo Mascia della Fondazione Lanza, riferendosi alle indicazioni che emergono dalla “Laudato si’”, durante il suo intervento, questo pomeriggio, a Salerno, al terzo seminario nazionale di Pastorale sociale, organizzato dall’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro. “Il bene comune deve essere ripensato attraverso uno sguardo che tenga conto della dimensione ambientale. Oggi ciò che afferma i diritti fondamentali della persona sono aria e acqua pulita, la disponibilità della terra”. Il fil rouge del suo intervento è il legame tra “etica sociale ed etica ambientale”, che “non possono essere lette in maniera separata”. “La Pastorale sociale – aggiunge – deve essere capace di integrare ambiente e custodia del creato nell’impegno che già svolge”, perché “i temi dell’ecologia sono oggi il cuore della trasformazione socio-economica”. Quindi, l’invito a “partire dalle vocazioni dei territori, che hanno una specificità”. Citando uno studio dell’Università di Venezia, Mascia ha segnalato come “interventi di green-economy sull’ambiente darebbero un punto e mezzo in più di Pil”. Perché la società possa cambiare in questa direzione, a suo avviso, bisogna realizzare “reti sociali”, come quelle che permettono acquisti solidali. “Dimensioni che mettono in campo processi di cambiamento sociale, promuovono paradigmi economici che sono l’opposto di quelli dominanti”.

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