Paraguay: missionari nella regione del Chaco, “dovere urgente cercare il bene comune”

Il Paraguay ha bisogno di cambiamenti radicali, in un contesto di deterioramento della vita pubblica e di ingiustizia sociale ed economica che penalizza gran parte della popolazione. Lo denunciano in una nota i missionari e le missionarie che operano nel vicariato apostolico del Chaco paraguagio, la grande regione di grande rilievo naturalistico che occupa il nordovest del Paese, al termine dell’assemblea che si è tenuta in questi giorni. “Denunciamo la situazione nella quale si trovano gli abitanti dell’Alto Paraguay e di Porto Pinasco”, scrivono i missionari. Gli ambulatori e l’ospedale regionale, si legge, non “hanno una vera e propria struttura edilizia e un adeguato equipaggiamento”. Mancano sale operatorie, medici specialisti, ambienti per le terapie. Molte popolazioni “sono prive di acqua potabile”. Ancora, “la vendita e il consumo di droghe, favorite ed appoggiate da adulti che vivono nelle nostre terre, sono azioni quotidiane e già hanno provocato vittime innocenti”. Si sono verificati anche recentemente “continui black-out di energia elettrica”. Ed è “di pubblico dominio il fatto che nella stagione delle piogge continuiamo ad affrontare e a soffrire la situazione in isolamento, per la mancanza di strade e ponti. Infine, e soprattutto, “prosegue l’esproprio sistematico delle terre, grazie anche alla complicità di alcune istituzioni e poteri politici”, a tutto vantaggio di organizzazioni multinazionali. Perciò i missionari, che intervengono quando sta per entrare nel vivo la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, ritengono che sia “un dovere urgente cercare il bene comune, tanto come autorità che come cittadini”, attraverso un’azione educativa che parta fin dall’infanzia e “atti concreti di bene per cambiare e invertire questa situazione che ci portiamo dietro da molto tempo”.

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