Migranti: Ventimiglia, ancora 200 accampati lungo il fiume. Zitarosa (Intersos), “tra loro molti soggetti fragili”

“Almeno duecento persone vivono ancora lungo il corso del fiume Roja a Ventimiglia. Tra loro anche molti soggetti fragili: minori, soprattutto eritrei, alcuni dei quali giovanissimi, qualche nucleo familiare e donne sole”. A raccontare al Sir la realtà di Ventimiglia è Daniela Zitarosa operatrice dell’ong Intersos impegnata nella città ligure. Si tratta delle stesse categorie di persone che fino all’agosto scorso erano accolte nella chiesta di sant’Antonino, nel quartiere delle Gianchette, all’interno del progetto “Ventimiglia CONfine solidale”, attivo dal 31 maggio 2016 al 14 agosto 2017. Proprio di fronte alla chiesa sorge il viadotto dove, ancora oggi, si rifugiano i migranti. “Dopo la chiusura del progetto a S. Antonio – continua Zitarosa – si è cercato di trasferire le persone nel centro gestito dalla Croce Rossa al campo Roja dove sono stati predisposti container anche per minori e donne. Molti dei migranti che sono accampati lungo il fiume però, nonostante gli sforzi degli operatori e delle organizzazioni di volontariato, rifiutano di andarci perché hanno paura dell’identificazione da parte della polizia (pratica necessaria per poter accedere alla struttura, ndr). Restano così al fiume in condizioni davvero precarie”. Dall’altra parte il campo resta invece semivuoto con presenze che oscillano tra le 250 e le 300 persone. Secondo i dati diffusi dalla Caritas di Sanremo e Ventimiglia nei primi 15 giorni di gennaio 2018 sono stati registrato ai servizi attivi in città (tra cui la mensa diurna) oltre 600 migranti in transito: il 52% proviene dall’Eritrea e il 10% sono donne. Il 31% sono minori di 18 anni e, di questi, 7 avevano meno di 10 anni.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo