Manifestazione sospesa a Macerata: don Ciotti (Libera), “non è un atto di paura, debolezza, arretramento”

“Il mio primo pensiero va a Pamela che non c’è più e a tutte le persone ferite. Abbiamo accettato la proposta degli amministratori di Macerata quando ci hanno detto che era una comunità scossa molto ferita e che era meglio, per un senso di responsabilità, non caricare molto quel contesto. Non è stato e non sarà mai un atto di paura, di debolezza, di arretramento”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, commenta la sospensione della manifestazione sospesa a Macerata dopo i tragici fatti di cronaca successi nei giorni scorsi. “La storia di Libera è una storia di impegno, di partecipazione e di coraggio”, ricorda don Ciotti, evidenziando che “se la manifestazione viene autorizzata noi ci siamo, ci saremo come ci siamo sempre stati. E che nessuno semplifichi e metta facili etichette. Già avevamo organizzato in tante parti d’Italia, insieme alle altre realtà, la raccolta di firme, affinché si alzasse la voce forte, ferma e coraggiosa”. Per il presidente di Libera, “è anche vero che la manifestazione non è l’unica maniera per manifestare il proprio dissenso e la propria protesta e dobbiamo inventarci ancora di più tutti per alzare la voce”. “Perciò – prosegue – stiamo organizzando, con le altre associazioni, iniziative in tanti luoghi per favorire la partecipazione di tante persone. La rinascita dei fascismi e dei razzismi è qualcosa di reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. È il sintomo, dobbiamo gridarlo, di una democrazia malata, o per lo meno pallida, nel nostro Paese e di una politica che serve poco il bene comune”. Per don Ciotti, “il riemergere di aberranti ideologie sorge anche dalla paura, dall’inquietudine e dalla povertà materiale e culturale. Rischiamo di diventare una società del sospetto, del rancore, dell’odio. Una società senza memoria e dunque senza coscienza di sé. Allora deve alzarsi forte il grido ‘No ai fascismi, No ai razzismi’. Noi lo abbiamo sempre fatto. Mai ci siamo sottratti”.

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