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Islam in Europa: la comunità Bektashi (Albania) aderisce alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace

(da Scutari) “Senz’altro! Noi cerchiamo di pregare per la pace ogni giorno e lo sosterremo, però sempre lavorando, collaborando l’uno con l’altro. Da soli non si può combattere”. Dall’Albania, e più precisamente da Scutari, Sua Grazia (Haxhi) Baba Edmond Brahimaj, leader della Comunità Bektashi, assicura di aderire alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta da Papa Francesco e proposta anche ai leader delle altre fedi religiose. “L’uomo non può uccidere l’uomo e coloro che uccidono, non sono uomini”, dice il leader della Comunità Bektashi. “Se accadono queste cose, le ragioni sono diverse e queste ragioni sono l’ignoranza, la povertà e l’egoismo. Solo combattendo contro questi tre mali, noi possiamo sradicare l’odio dal cuore dell’uomo”. Uomo di dialogo, Baba Brahimaj ha partecipato ad eventi promossi dalla Santa Sede, come alcune Giornate di preghiera per la pace ad Assisi e alla beatificazione di Madre Teresa nel 2003. Incontrò Papa Francesco nel suo viaggio a Tirana nel 2014 e lo andò a trovare a Roma nel maggio del 2016, in quell’occasione parlarono di fraternità e dell’importanza che le comunità religiose hanno per le società odierne. “Ci dobbiamo unire, fare strategia insieme per affrontare i fenomeni dell’estremismo e della violenza e costruire la pace”, dice al Sir parlando a margine del 5° incontro dei delegati delle Conferenze episcopali europee per il dialogo con l’Islam che si conclude oggi. “L’ho detto anche al nunzio apostolico che rappresenta il Papa qui in Albania. Gli ho detto: venite, collaboriamo. Inizialmente saremo pochi. Non importa. La storia dell’umanità ci dice che è sempre una minoranza a scegliere e seguire il bene. Ma il bene vince, perché le opere che genera, dimostrano che è più forte del male. Anche se si viene uccisi, anche se si viene perseguitati”.

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