Europa: mons. Crapaldi (Oss. Van Thuân), “gravissima crisi”. Costalli (Mcl), recuperare lo spirito originario

“Non bisogna aver timore ad affermare che il progetto europeo è in gravissima crisi e che solo un radicale ripensamento di metodi e soprattutto di contenuti potrà cambiare una situazione che si sta dimostrando molto pericolosa per tutti. Ecco perché è fondamentale non abbandonare il processo di evangelizzazione dell’Europa, un processo che i cattolici dovrebbero condurre sempre all’interno della visione missionaria dell’annuncio di Gesù”. È quanto ha affermato l’arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio “Cardinale Van Thuân”, mons. Giampaolo Crepaldi, intervenendo questa sera a Roma alla presentazione del nono Rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo. Secondo Crepaldi, per uscire dalla crisi attuale l’unica strada “è una nuova evangelizzazione del continente, senza per questo dimenticarsi della dottrina sociale della Chiesa”. “So bene – ha ammonito l’arcivescovo – che varie correnti ritengono superato questo concetto, suggerendo l’idea di abbandonare la dottrina sociale della Chiesa. Ma la realtà è che, senza il respiro della nuova evangelizzazione, la presenza cattolica nel continente europeo rischierebbe di sfociare nel qualunquismo, concentrandosi più sui metodi che sui contenuti”. I lavori della serata erano stati aperti dal presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli: “Il nostro movimento – ha affermato il presidente – ha sempre operato per la costruzione dell’Europa, secondo lo spirito che originariamente aveva questo progetto. Ma c’è l’Europa e c’è l’Unione europea: le due cose non coincidono, perché la prima rappresenta il dover essere della seconda. L’Europa, come scriveva il cardinale Ratzinger, è prima di tutto un’idea e solo dopo un territorio con dei confini”.

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