Europa: card. Bagnasco (Ccee), un vento culturale sempre più improntato al secolarismo

“Il vento culturale che stanno respirando i cittadini europei è sempre più improntato al secolarismo, seguendo il paradigma del ‘vivere come se Dio non ci fosse’. Ma al secolarismo non interessa dimostrare l’esistenza di Dio, ecco perché si tratta di un tranello, che ci spinge a vivere a prescindere da Dio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), cardinale Angelo Bagnasco, intervenendo questo pomeriggio a Roma alla presentazione del nono Rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio internazionale “Cardinale Van Thuân”. Parlando nella sede di Radio Vaticana, il card. Bagnasco ha messo in guardia da “questa visione secolarista, che una volta accettata dai popoli, si trasforma in una mentalità divisoria e schizofrenica, legata a una visione materialistica dell’uomo e della vita”. Il parallelismo fatto da Bagnasco nel suo intervento è semplice: “Siamo di fronte alla stessa differenza che intercorre tra l’avere la fede e il vivere di fede”. “Tutto ciò – ha precisato – non solo genera una mentalità consumistica, che ci illude di poter riempire il vuoto di sostanza e di spirito attraverso le cose, ma produce anche un laicismo esasperato che confina Dio e il divino nella periferia del privato individuale”. In riferimento all’Europa, il card. Bagnasco, citando prima Platone e poi Patocka, ha fatto riferimento alla “cura dell’animo”, che “coincide con il desiderio e con la ricerca della verità, ma non per una nostalgia eurocentrica, che peraltro ormai non esiste più, ma perché ogni grande Regione del mondo ha qualcosa di importante da offrire al cammino globale dell’umanità”.

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