Cattolici e politica: don Mastantuono (Azione Cattolica), “assistiamo a chi crede che l’altro ascolti perché sono alti i toni della sua voce”

“Sa parlare solo chi sa ascoltare. E, in questi anni, abbiamo assistito e assisteremo, purtroppo, a chi crede che l’altro ascolti perché sono alti i toni della sua voce, non preoccupandosi né di ascoltare né di dare un senso alle sue parole, innalzando muri e barriere di incomprensione”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, don Antonio Mastantuono, vice assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica, nell’omelia della messa che ha presieduto a margine del convegno dedicato a Vittorio Bachelet sul tema “Azione Cattolica e azione politica”, organizzato dall’Ac, a Roma. Secondo il sacerdote, “il primo servizio da rendere a Dio e all’uomo è l’ascolto”. “È l’ascolto che mette in movimento. È l’ascolto del Vangelo che ci costringe a spostarci da una terra di rassegnazione a una terra di beatitudine, ad abbandonare la sicurezza claustrale delle sacrestie per abitare il deserto sconfinato del mondo”, ha aggiunto. E qui risalta la figura di Vittorio Bachelet, giurista e politico ucciso nel 1980 dalle Brigate Rosse, che “ci ha lasciato il segno di come una santità quotidiana nutrita dall’ascolto della Parola porti ‘a una lettura attenta e meditata dei segni dei tempi’”. “È stato capace di abbandonare rigidi schematismi e prassi consolidate – ha sottolineato don Mastantuono – e accogliere l’invito del Vangelo a riscoprire e a vivere come vocazione quella laicità credente che nasce dal battesimo e che si declina nell’artigianale lavoro dell’impastare quotidianamente la vita, gli affetti, il lavoro, le relazioni con il Vangelo, perché i laici di Ac diventassero ‘anima del mondo, cioè fermento, seme positivo’, ma anche servizio di carità”.

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