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Brexit: Barnier (Ue) dopo nuovo round di negoziati, ancora disaccordi e incertezze

Bruxelles, 9 febbraio: la conferenza stampa odierna di Michel Barnier (foto SIR/Commissione europea)

(Bruxelles) Un altro round di negoziati Regno Unito-Unione europea si è appena concluso a Bruxelles. Come d’abitudine è Michel Barnier, capo delegazione Ue per il Brexit, a fare la sintesi di quanto avvenuto nei tre giorni di incontri con il collega britannico David Davis. Temi in agenda: l’Irlanda, la governance dell’accordo e la transizione. Quanto all’Irlanda il punto è “soluzioni per evitare un confine rigido” tra l’Irlanda del nord e la Repubblica. Nel testo dell’accordo di recesso si parlerà di “mantenere il pieno allineamento normativo con le regole del mercato unico e dell’unione doganale, attuali o future, a sostegno della cooperazione nord-sud, l’economia su tutta l’isola e l’accordo del Venerdì santo”. Che cosa “operativamente” vorrà dire è ancora da definire “in termini normativi”. Certo che, ha aggiunto Barnier, una “decisione britannica di lasciare mercato unico e unione doganale renderebbe inevitabili i controlli alle frontiere”. Disaccordo resta sul ruolo della Corte di giustizia dell’Ue nei meccanismi di attuazione del Brexit, respinto dal Regno Unito. Divide Ue e Uk anche la questione del periodo di transizione limitato chiesto dal Regno Unito: a marzo se ne deciderà la durata ma ci sono un certo numero di questioni “sostanziali” su cui c’è disaccordo che, “se persistono” inficeranno la possibilità della transizione stessa. Un esempio citato da Barnier: la Gran Bretagna non vuole estendere ai cittadini che arriveranno nel Regno unito nel periodo di transizione gli stessi diritti accordati a chi arriva prima dell’accordo del Brexit. O ancora: la validità per il Regno Unito delle regole adottate dall’Ue nel periodo di transizione.

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