Spreco alimentare: Borzì (Acli Roma), con “Il cibo che serve” prosegue “modello di azione sociale incentrato sull’inclusione attiva”

Attraverso il progetto “Il cibo che serve” prosegue “l’impegno delle Acli di Roma al fianco degli ultimi con un modello di azione sociale incentrato sull’inclusione attiva che non si ferma all’assistenza nell’emergenza, ma che ci consente di prendere in carico la persona a tutto tondo al fine di inserirla in una rete di protezione sociale più articolata capace di favorire l’esigibilità dei diritti, promuovere politiche attive, offrire momenti di aggregazione, incontro e integrazione e agire da pungolo alle Istituzioni”. Lo ha affermato Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, in occasione della presentazione del progetto “Il cibo che serve” per il recupero dei generi alimentari freschi in eccedenza. Anche per questo progetto, ha rilevato Borzì, “realizzeremo 6 presidi sociali, punti in cui avviene la redistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza, ma al contempo luoghi che consentano la presa in carico delle persone in stato di bisogno attraverso percorsi personalizzati che possano prevenire, sostenere le situazioni di disagio, ma anche aiutare ad uscirne. Il punto di forza di questo modello risiede sicuramente nella valorizzazione del lavoro di rete che permette di trasformare il progetto in un vero e proprio moltiplicatore di solidarietà”.
Secondo il vicepresidente vicario dell’Enpam, Giampiero Malagnino, “un’alimentazione povera di cibi freschi è concausa di alcune delle più diffuse patologie”. “Anche per questo – ha aggiunto – l’iniziativa assume un indiscutibile valore educativo. Come professionisti della salute siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto in favore dei soggetti in difficoltà che fanno parte della comunità in cui abitiamo e lavoriamo”. Anche Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e direttore generale del Centro agroalimentare di Roma, ha ribadito “il nostro sostegno al progetto delle Acli di Roma, in linea con quello nazionale vinto grazie a un bando del Mipaaf, sempre per la limitazione degli sprechi e l’impiego delle eccedenze alimentari”.

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