Salesiani: don Artime (rettor maggiore) scrive a Mattarella, “realizzare quello spirito comune, europeo e mondiale, di fratellanza, solidarietà e coesione”

“Nostra opera costante è quella, in comunione con le Istituzioni e con la Chiesa, di promuovere spazi e tempi di umanizzazione, di progresso e coesione sociale, di incontro con il messaggio evangelico”. Lo ha scritto don Ángel Fernández Artime, rettor maggiore dei Salesiani, in un messaggio al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, il 31 gennaio, in occasione della festa liturgica di san Giovanni Bosco, aveva rilasciato una dichiarazione sull’opera del sacerdote educatore nel 130° anniversario dalla morte. “Le sue parole – sottolinea don Artime – hanno tratteggiato con precisione e con un diffuso affetto la figura del nostro padre e santo fondatore”. Riferendosi all’attività di don Bosco, il rettor maggiore ha sottolineato che “il suo impegno sociale e la sua passione evangelizzatrice, rivolti primariamente ai giovani poveri e abbandonati, di cui lei ha fatto memoria, sono vivi oggi nella nostra congregazione e nei diversi gruppi della famiglia salesiana”. “Don Bosco – ha aggiunto – ha svolto storicamente la sua opera in quel tempo, ricco e contraddittorio insieme, che ha portato all’Unità d’Italia. Con il suo motto ‘buoni cristiani ed onesti cittadini’ crediamo abbia contribuito a far crescere quel sentimento unico di passione sociale che unifica il popolo italiano da lei rappresentato, concorrendo altresì a farlo conoscere nei diversi Paesi dove l’opera del suo carisma è giunta”. “Speriamo ardentemente e operiamo costantemente – conclude don Artime – al fine di non venire meno al compito lasciatoci, fornendo il nostro aiuto a realizzare quello spirito comune, europeo e mondiale, di fratellanza, di solidarietà e di coesione, rivolto al progresso di ogni persona e conseguentemente della società intera”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia