Regno Unito: Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra. In agenda il rapporto con i metodisti

Una possibile e quasi certa fusione con i metodisti, la critica al nuovo test che potrebbe portare alla completa eliminazione dei bambini portatori della sindrome di Down e la procedura della nomina dei vescovi anglicani, che, secondo alcuni, è piuttosto “segreta” e porterebbe all’esclusione delle minoranze etniche. Questi, insieme allo stato del servizio sanitario nazionale britannico, i temi più importanti all’ordine del giorno del Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra, che si terrà nella sede storica di “Church House”, a pochi passi dal parlamento di Westminster, da giovedì 8 febbraio a sabato 10. In cima all’agenda la possibile comunione con i fratelli metodisti, seguaci di quel John Wesley che volle rinnovare, con un movimento alternativo, la Chiesa anglicana nel diciassettesimo secolo. Se laici, pastori e vescovi, le tre assemblee che compongono l’organo centrale della chiesa di stato inglese, daranno il benvenuto al documento “Mission and ministry in covenant” ovvero “Missione e ministero in alleanza” sarà più vicino il riconoscimento di vescovi anglicani da parte dei metodisti e di ministri metodisti da parte degli anglicani. La chiesa metodista inglese, che ha perso oltre un terzo dei propri membri negli ultimi dodici anni, verrebbe, così, guidata da un vescovo scelto dalla gerarchia anglicana anziché da un presidente come avviene oggi.

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