Giornata per la vita: mons. Bregantini (Campobasso-Bojano), “arginare l’onda problematica del fenomeno denatalità, diffuso anche nella nostra Regione”

“Quando abbiamo in mano il dono della vita non possiamo non onorarne la gratuità, con la quale ci è stato affidato e risalire perciò a Colui che ci ha degnati della vita. E nutrire commozione”. “Perché tutto ciò che vive è miracolo che si schiude davanti e dentro di noi”. Per questo non ammettiamo che nessuno uccida l’altro per tutelarsi qualcosa, come ruoli di potere, spazi di dominio, o qualche spicciolo di gloria e onnipotenza, perché davanti alla vita tutto risulta minore in valore. Niente è pari ad essa. Negarla è spezzare il patto con la propria felicità. Sopprimerla è scegliere di camminare al buio. Manipolarla è violentare in noi la divina somiglianza”. Lo scrive l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. GianCarlo Bregantini, in occasione della Giornata della vita 2018. “Amarla è dare orientamento a tutte le cose. Difenderla è lodarne il Donatore. Curarla è lasciarsi appassionare incessantemente dallo stupore che la allatta”, aggiunge l’arcivescovo, che suggerisce alcuni impegni. “Arginare l’onda problematica del fenomeno denatalità, diffuso anche nella nostra Regione”, “avere attenzione per la famiglia, incrementandone il potenziale umano, sociale, economico” consentendo loro “con politiche attive, adatte alle urgenze, di essere generative di futuro”, “affrontare il disagio drammatico della disoccupazione giovanile”. Inoltre, bisogna “mettere in campo forze di integrazione verso gli immigrati, perché accogliere è far sì che a nessuno sia negata la vita, e una nuova opportunità di riscattarla”. E poi “cruciale nella nostra società molisana è il ruolo educativo e l’intervento di tutti perché nessuno si tolga più la vita”. Infine, “non dimenticare i carcerati e le loro famiglie”.

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