Elezioni: mons. Staglianò (Noto), “tutto è politica, la politica non è tutto”

“Tutto è politica, la politica non è tutto”. Mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, usa questo slogan per motivare l’impegno del cristiano cattolico per il servizio al bene comune, oggetto degli “Orientamenti per la coscienza dei cristiani” indirizzati ai fedeli della sua diocesi in occasione delle prossime elezioni del 4 marzo. “Fatte salve le doverose distinzioni, e nel più profondo rispetto dell’autonomia della sfera della civitas – il punto di partenza della disamina del presule – è sempre più necessario superare certe ambigue separazioni tra la fede privata e l’etica pubblica, invocando la legittimità di guardare al sociale, per illuminarlo con la luce del Vangelo, senza per questo scadere in indebite ingerenze entro ambiti che sarebbero di non pertinenza della fede e della Chiesa: a cominciare proprio dal luogo più delicato, ma anche maggiormente compromesso: quello della politica”. Di qui l’urgenza di una “evangelizzazione della politica”, affinché “possa riscoprire il proprio prezioso ruolo e riappropriarsi delle modalità concrete e oneste del suo esercizio”, in un momento in cui la politica è in crisi profonda e “le attese di fondo della gente vengono quasi sempre deluse e mai soddisfatte”, soprattutto quelle dei giovani, tra i quali “cresce il disorientamento e il sentimento di sfiducia, che li rende fragili prede delle suggestioni devianti della droga e della mafia e, in generale, della corruzione”. L’appello del vescovo è a “un necessario risveglio di partecipazione alla vita pubblica e di corresponsabilità civica”, partendo dalla “ridefinizione della politica come carità sociale” e dalle “questioni aperte” come i “grandi temi dell’immigrazione” o “le criticità di leggi legate all’inizio e alla fine della vita”.

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