Migrazioni: padre Caetano (Francia), “difficile parlare di accoglienza per clima di chiusura e pregiudizi”

“In Francia sono 21 le cappellanie nazionali erette a volte secondo la lingua, altre volte in base al Paese di provenienza e altre ancora a livello continentale”. Lo ha detto questa mattina padre Carlos Caetano, direttore del Servizio di pastorale per i Migranti della Conferenza episcopale francese, intervenuto alla Consulta nazionale delle migrazioni della Fondazione Migrantes, in corso a Roma. Per il religioso scalabriniano anche in Francia oggi è “difficile” parlare di accoglienza nel mondo migratorio a causa di un “clima di chiusura e pregiudizi che generano paure”. Per una pastorale migratoria occorrono strumenti pastorali adatti e una formazione specifica, che aiuta le comunità migranti e non e che deve “sensibilizzare verso l’accoglienza dei fratelli migranti”. Per padre Caetano “uno stile pastorale e traversale deve essere il pilastro della pastorale dei migranti”. Non bisogna, secondo il direttore di Migrantes di Francia, oggi “trasformare le cappellanie e le Missioni cattoliche in Chiese parallele a a quelle locali”, ma queste devono essere promotrici di comunità integrate: “Ogni entità culturale dovrà rinunciare a qualcosa e imparare a valorizzare gli aspetti positivi di ognuna”. In questo lavoro, il coinvolgimento dei laici è fondamentale in una pastorale d’insieme con gli altri uffici, a livello diocesano e a livello di Conferenza episcopale nazionale, e per “un accompagnamento e una sensibilizzazione alla cattolicità della Chiesa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia