Legalità: Pignatone (procuratore Roma), “in Italia mafia e corruzione s’intrecciano a vicenda”

“Da alcuni anni a questa parte, ben prima dell’arrivo di Mafia Capitale, è emersa la consapevolezza che la corruzione e la criminalità organizzata non siano due mondi diversi, ma che siano due realtà che si intrecciano tra loro. Tutto questo è stato possibile grazie agli esiti delle indagini, che hanno permesso di leggere questo modus operandi delle organizzazioni criminali”. Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, durante la presentazione del libro “Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” a cura di Vittorio Alberti, filosofo e membro del Comitato scientifico del Cortile dei Gentili. Parlando all’Istituto Luigi Sturzo, Pignatone ha detto che “le mafie hanno ormai capito che non conviene loro affidarsi troppo all’uso della violenza, ma è preferibile utilizzare lo stratagemma della corruzione”. Secondo il procuratore capo di Roma, al di là dell’esito dei processi, “è importante che oggi ci sia la consapevolezza che in Italia c’è un problema di mafia e corruzione che si intrecciano a vicenda. Ecco perché, di fronte a emergenze diverse, servono strumenti di contrastare che siano diversificati”. Nel corso della serata ha preso la parola anche Vittorio Alberti. “Bisogna capire – ha affermato Alberti – perché in Italia si assista così spesso al dilagare della corruzione, occorre indagarne le ragioni storiche”. Secondo il filosofo, “durante il caso di Mafia Capitale è mancato un momento di confronto o un’azione di critica dal punto di vista culturale. Gli intellettuali, che rivestono una grande importanza sociale, dovevano far sentire di più la loro voce”.

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