Iraq: Acs stanzia 5 milioni di dollari per i cristiani della Piana di Ninive. Al via la collaborazione con l’Onu

United States of America,New York26.02.2018 Representatives of Aid to the Church in Need (ACN) and the Knights of Columbus (KoC) were received today by Mr. Mourad Wahba the Assistant Secretary General at the United Nations Development Programme to brief the UN on the situation of Christians and minority populations in the Nineveh Plains. From left to the right: Philipp Ozores ( Secretary general of ACN International), Mr. Mourad Wahba (Assistant Secretary General at the United Nations Development Programme- UNDP), Mark von Riedemann (ACN's Public Affairs representative and Managing Director of CRTN), Father Andrzej Halemba (Aid to the Church in Need Middle East projects’ coordinator)

Dopo aver illuminato di rosso il Colosseo per attirare l’attenzione del mondo sulla persecuzione in odio alla fede, Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) stanzia un nuovo contributo di 5 milioni di dollari per i cristiani della Piana di Ninive. Dall’inizio dell’avanzata di Isis nel 2014, Acs ha donato ai cristiani iracheni circa 31 milioni e 150mila euro, prima per l’assistenza agli oltre 125mila rifugiati e poi per la ricostruzione dei villaggi della Piana di Ninive. Ricostruzione che ha permesso finora al 35% delle famiglie cristiane di ritornare ai loro villaggi. Con il nuovo contributo sarà possibile riparare o ricostruire altre 2mila abitazioni delle 13mila distrutte o gravemente danneggiate dallo Stato Islamico. A dare impulso a questa azione è stato anche l’incontro del segretario generale internazionale di Acs, Philipp Ozores, a New York, con Mourad Wahba, rappresentante del segretario generale Onu per il programma di sviluppo delle Nazioni Unite. Scopo del meeting aggiornarlo sull’attuale situazione dei 95mila cristiani e degli appartenenti alle altre minoranze religiose rimasti nella Piana di Ninive. “L’Onu– ha evidenziato Wahba, le cui parole sono riportate da Acs – riconosce la necessità di una più ampia collaborazione tesa a stabilizzare la regione e riconosce altrettanto l’esigenza di sostenere e tutelare la diversità religiosa dell’area anche come futura difesa da un’eventuale nuova avanzata dell’Isis”. “Accogliamo con soddisfazione il necessario coinvolgimento istituzionale per porre fine al dramma dei cristiani di Ninive, per troppo tempo gli aiuti sono giunti dai soli donatori privati”, ha affermato Ozores che si è detto lieto di poter finalmente contare sul sostegno delle Nazioni Unite.

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