Emergenza freddo: Coldiretti, danni per 300 milioni nelle campagne. Timore per il protrarsi del gelo

Un conto finale da oltre 300 milioni di euro a causa dell’ondata di freddo siberiano che ha colpito l’Italia potrebbe essere pagato dall’agricoltura. È Coldiretti a fare i primi bilanci sugli effetti del prolungarsi dell’ondata di maltempo. Ai danni diretti per le coltivazioni distrutte si sommano quelli indiretti provocati dal blocco della circolazione che ostacola le consegne con il prolungarsi di condizioni proibitive. Nelle campagne sotto zero si registrano da Nord a Sud danni agli ortaggi invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli mentre il tepore quasi primaverile delle scorse settimane ha provocato un risveglio vegetativo delle piante da frutto, albicocchi, ciliegi, peschi, peri, in alcune zone già con le gemme gonfie. In Liguria Coldiretti ha chiesto lo stato di calamità per i danni alle coltivazioni orticole e ai vivai di piante e fiori ma le coltivazioni sono a rischio anche in Emilia Romagna, Puglia, Campania. A soffrire anche la pesca con nubifragi, vento e neve che hanno paralizzato l’attività di molti pescherecci. A far paura è il protrarsi del gelo sui campi. Si temono inoltre morti e aborti nelle stalle dove gli allevatori stanno mettendo i cappotti ai vitellini e hanno acceso le lampade termiche a luce rossa, mentre l’acqua negli abbeveratoi viene scaldata fino a una temperatura di 20 gradi. Quello che si teme – evidenzia Coldiretti – “è il ripetersi di uno scenario critico come quello del 1985 quando le gelate hanno compromesso il 90 per cento degli ulivi toscani, ma danni superiori al 50 per cento si verificarono in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Molise e Basilicata con una strage di almeno 30 milioni di piante”.

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