Don Tonino Bello: mons. Galantino, “meglio Chiesa che osa e sbaglia perché ha amato, che Chiesa statica e passiva per comodità o timore”

“Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, piuttosto che chiusa e malata”. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, interviene questa sera a Molfetta alla Settimana teologica diocesana dedicata a don Tonino Bello, e concludendo la sua riflessione richiama la celebre affermazione di Papa Francesco alla Veglia di Pentecoste dedicata all’incontro con i movimenti, le comunità e le associazioni ecclesiali del mondo del 18 maggio 2013. E la commenta così: “È meglio una Chiesa che osa, e a volte sbaglia, perché ha amato e ha cercato di salvare a ogni costo qualcuno, che una Chiesa che per comodità, o per timore, o per abitudine rimane statica e passiva, crogiolandosi pericolosamente, talvolta in maniera civettuola, con i segni del potere”. Per Galantino, l’azione pastorale “di una Chiesa che vuole liberarsi dei segni del potere mette al centro della sua vita la misericordia”, mantiene la Chiesa “in uno spirito di continua conversione, perché porta a rivedere ogni giorno noi stessi, le nostre azioni e le nostre iniziative, le strutture e i modi di comunicazione, in vista del bene delle persone concrete, che bisogna a qualsiasi costo raggiungere e sollevare, perché in loro abita il Signore, che ci attende”. Di qui il monito conclusivo: “Il Vangelo di Gesù è vita. E Lui ce l’ha affidato per viverlo e testimoniarlo”.

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