Cure palliative: mons. Paglia, “importante riflettere con persone di fedi e culture diverse. Serve maggiore impegno da governi e comunità scientifica”

“Manca un’adeguata conoscenza delle cure palliative. Per questo abbiamo sentito il bisogno di riunirci insieme, persone di diverse fedi e culture, per confrontarci e promuovere un irrobustimento dell’impegno dei governi e della comunità scientifica verso il mondo delle cure palliative e, al tempo stesso, far conoscere alla società contemporanea questa possibilità”. Così l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, spiega al Sir l’obiettivo del congresso internazionale “Palliative Care: Everywhere & by Everyone” promosso oggi e domani a Roma. Incontrando i giornalisti a margine dell’evento in corso, Paglia afferma che le cure palliative “sconfiggono solitudine e paura del dolore, le due grandi paure che accompagnano gli ultimi momenti della nostra vita”. “Nel nostro mondo dove l’iperindividualismo sta sgretolando tutti i legami e si costruiscono muri e barriere – prosegue l’arcivescovo – le cure palliative promuovono una cultura dell’accompagnamento e del farsi carico che costruisce relazioni e rende la medicina più umana”. Per l’arcivescovo, “temi come questi andrebbero affrontati in maniera pubblica, popolare”. “È una bella notizia – dice – che il governo francese abbia lanciato gli stati generali della bioetica. È importante che si discuta nelle piazze, nelle scuole, nelle chiese. È indispensabile un impegno educativo e culturale che purtroppo manca”.

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