C9: Burke (Santa Sede), nuovo documento “a buon punto, ma è come maratona”. “Statuto” Conferenze episcopali tra i temi

Il nuovo documento sulla Curia Romana “è a buon punto, anche se questo percorso è come una maratona”. La riforma voluta da Papa Francesco, però, “non deve aspettare il documento” per andare avanti. Lo ha detto Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso del briefing odierno sull’ultima riunione del C9, che si è conclusa oggi. Il Consiglio di Cardinali si è riunito per tre giorni, a partire da lunedì scorso: erano presenti tutti i membri del Consiglio eccetto il card. George Pell. Il card. Laurent Monsengwo Pasinya, invece, è arrivato soltanto lunedì sera a causa della cancellazione del suo volo aereo dovuta al maltempo. Il Papa è stato assente solo questa mattina per l’udienza generale. Le sessioni di lavoro si sono svolte al mattino dalle 9 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16.30 alle 19. Tra i temi affrontati – ha riferito il portavoce vaticano – “lo statuto teologico delle Conferenze episcopali, le risorse umane e il contenimento dei costi della Santa Sede, la protezione dei minori”. I cardinali, inoltre, hanno fatto “approfondimenti” sui Dicasteri per lo Sviluppo umano integrale, per le Chiese Orientali e per l’Evangelizzazione dei popoli. La riflessione sullo statuto teologico delle Conferenze episcopali è iniziata dal n. 32 del Evangelii gaudium, dove si legge: “…non si è esplicitato sufficientemente uno statuto delle Conferenze episcopali che le concepisca come soggetti di attribuzioni concrete, includendo anche qualche autentica autorità dottrinale. Un’eccessiva centralizzazione, anziché aiutare, complica la vita della Chiesa e la sua dinamica missionaria”. “Rileggere il Motu proprio ‘Apostolos suos’, in uno spirito della sana decentralizzazione di cui parla spesso il Papa”, l’obiettivo del C9 in questo ambito, ha spiegato Burke ai giornalisti.

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